L’algoritmo di LinkedIn

Considerato il periodo di incertezza lavorativa, oggi vogliamo parlarti di come funziona l’algoritmo di LinkedIn, per darti qualche consiglio su come emergere nel mare magnum del social network professionale più famoso al mondo.

LinkedIn è il social media ideale per fare inbound marketing, perché il suo algoritmo segue logiche che premiano chi crea contenuti di qualità e coerenti con il proprio settore di riferimento. Performare bene con l’algoritmo di LinkedIn dipende dalla rilevanza, ovvero dalla qualità e dalla pertinenza dei contenuti rispetto al pubblico di destinazione.

Iniziamo col definire quali sono i filtri dell’algoritmo e quali aspetti principali considerano:

  1. La reputazione dell’account. LinkedIn tiene una sorta di trust rank: per attrarre le buyer persona è necessario creare contenuti interessanti. Essere autoreferenziali raccontando solo di sé e dei propri successi non funziona: LinkedIn non nasce per vendere (o vendersi) ma per condividere valori e competenze. Condividi contenuti che abbiano eco tra le persone del tuo settore.
  2. L’interazione con gli utenti. Maggiori sono i commenti, le risposte date, le chat attive, maggiore sarà l’evidenza del tuo post. L’algoritmo di LinkedIn dà maggior credito a chi crea vere connessioni e interagisce con la community attraverso post, commenti e messaggi privati.
  3. La qualità dei contenuti. Avere una rete enorme di collegamenti non è sufficiente a rimanere più a lungo nel feed. Sebbene la popolarità abbia un peso, l’algoritmo dà più visibilità a chi crea contenuti interessanti e rilevanti per il pubblico di appartenenza.

In un’ottica data driven, andiamo ora a vedere quali fattori considerare per ottimizzare la propria presenza su LinkedIn, sia che si tratti di personal branding, sia che si abbia a che fare con il profilo aziendale.

Per misurare realmente gli effetti di questi consigli, suggeriamo di segnare i numeri relativi alle view, alle interazioni e al social selling index prima e dopo “la cura”. Aspetta almeno un mese per verificare gli effetti del cambio di approccio: se seguirai queste indicazioni, siamo certi che ne raccoglierai i frutti.

Altro piccolo suggerimento: se cerchi informazioni e approfondimenti sulle dinamiche di LinkedIn e su come costruire al meglio la propria presenza su questo social, escludi tutti gli articoli precedenti al 2019. In quell’anno, infatti, LinkedIn ha cambiato completamente l’algoritmo, per cui ciò che poteva essere valido fino al 2018, non è detto che sia valido ancora adesso.

Andiamo quindi a scoprire insieme alcuni aspetti da tenere in considerazione prima di programmare il piano editoriale su LinkedIn.

 

QUANDO PUBBLICARE

Siamo abituati ad analizzare i dati per individuare giorni e orari di maggiore visibilità ed affluenza di utenti, per poi stabilire un calendario fisso di pubblicazione. Se è vero che anche su LinkedIn la maggior parte degli accessi avviene tra le 17 e le 21, è anche vero che l’algoritmo non tiene conto di quella che viene definita freshness. LinkedIn, cioè, non privilegia i post sulla base dell’orario di pubblicazione, ma dà maggior risalto ai contenuti che ritiene più rilevanti: in parole  povere, non è fondamentale rimanere fra i contenuti più recenti di un feed e si può pubblicare a qualunque ora senza un particolare svantaggio.

Altro aspetto riguarda quella che possiamo chiamare spontaneità: l’algoritmo di LinkedIn penalizza chi pubblica in automatico sempre alla stessa ora e negli stessi giorni. La chiave quindi sarà l’irregolarità! Pubblica preferibilmente in giorni differenti o almeno ad orari diversi, cerca di studiare un piano sulla base dei tuoi impegni personali e sulle vicende di attualità. Vedrai che non te ne pentirai.

Infine, non pensare che ci sia un momento assolutamente da evitare. Le persone passano il loro tempo su LinkedIn quando possono, che non sempre coincide con gli orari standard a cui siamo
abituati a pensare. Per esempio, pubblicare di sabato e domenica può rivelarsi un’ottima idea: in un momento più calmo, si avranno meno visualizzazioni iniziali ma un coinvolgimento maggiore della community. Inoltre, la concorrenza sarà minore e l’algoritmo di LinkedIn ti premierà per aver creato contenuti interessanti ed engagement nelle giornate meno attive della settimana.

 

COSA PUBBLICARE

L’algoritmo di LinkedIn dà maggior risalto a contenuti coerenti con il profilo personale/aziendale e con le community di appartenenza. Questo vuol dire che se sei un architetto dovrai pubblicare contenuti in linea con la tua professione, come suggerimenti per la ristrutturazione, spiegazioni sulla risoluzione di alcune pratiche o raccolte sui nuovi trend di interior design.

Attenzione: questo non vuol dire che se hai altre passioni o interessi non puoi scriverne, ma si traduce nella necessità di dimostrare di possedere le competenze per parlarne e devi seguire tu stesso questo tema con interesse (pagine o profili di altre aziende e persone, ma anche gruppi e hashtag nel feed).

Le domande che devi porti prima di pubblicare su LinkedIn sono:

  1. È un contenuto professionale?
  2. Ha pertinenza con il mio pubblico e con il brand?
  3. Crea valore aggiunto per la carriera e in generale per la crescita altrui?

I contenuti più premiati, infatti, sono quelli in cui metti a disposizione approfondimenti su temi di interesse per la tua rete. Ad esempio, puoi pubblicare:

  • Suggerimenti
  • Opinioni
  • Video
  • Immagini
  • Citazioni o collegamenti ad altri contenuti

 

COME PUBBLICARE

In molti fanno l’errore di utilizzare un linguaggio che considerano, a torto, professionale ma che si rivela solamente noioso. LinkedIn è sì una piattaforma di condivisione legata al mondo del lavoro, ma si tratta pur sempre di un social!

Il linguaggio da usare deve rispecchiare la personalità di chi scrive – nel caso di un profilo personale – o del tone of voice del brand – nel caso di un’impresa. Muri di testo iper tecnici e distaccati non sono adatti ad un social network. Prediligi uno stile fresco, colloquiale, anche se sempre professionale, e usa emoticon o immagini per chiarire il concetto che stai esprimendo.

Considera anche che il 60% delle persone (e questa percentuale è in aumento) guarda il feed di LinkedIn da smartphone: frasi brevi, divisione in paragrafi e un uso moderato di emoji possono aiutare a rendere più leggibile il testo. Devi essere in grado di catturare l’interesse altrui in 5 o 6 secondi al massimo.

Sebbene le immagini siano utili per catturare l’attenzione, l’algoritmo di LinkedIn predilige post di solo testo, mentre preferisce video nativi rispetto a link a video esterni. Cerca quindi di alternare le tipologie di post, scegliendo l’opzione di solo testo per i contenuti che ritieni di maggior valore per il tuo brand.

Per quanto riguarda l’uso degli hashtag, suggeriamo di usarne pochi e appropriati: su LinkedIn, servono a definire le categorie, i temi o i settori di cui si parla. Evita di inserire hashtag divertenti  colloquiali, usane massimo cinque. Sebbene l’algoritmo legga meglio gli hashtag posizionati in alto, suggeriamo di inserirli a fondo pagina per evitare di iniziare col piede sbagliato: la prima riga
di testo, infatti, dovrebbe catturare l’attenzione e far venir voglia di proseguire la lettura.

Ultimo consiglio: spesso è necessario inserire un link ad un’altra pagina, ad un sito o ad altri profili social. Evita di inserirlo all’interno del post stesso, ma riportalo nel primo commento al post. Può sembrare poco elegante, ma test comparativi hanno dimostrato che il link inserito nel commento rispetto a quello all’interno del post ottiene circa il 20% di visibilità.

 

IN SINTESI

L’algoritmo di LinkedIn premia la qualità, la coerenza e soprattutto l’interazione con gli utenti.
Quindi ricordati sempre che stai scrivendo per persone come te. Ricapitolando, per avere successo con i tuoi post su LinkedIn devi:

  1. Soddisfare: le persone devono ottenere qualcosa da te, come un approfondimento, una nuova competenza, un consiglio.
  2. Coinvolgere: oltre alle interazioni con gli utenti – tramite commenti, ringraziamenti, messaggi privati – cerca di coinvolgere anche i tuoi dipendenti o collaboratori, gli influencer del settore, i partner con cui lavori.
  3. Riflettere la realtà: non venderti per quello che non sei, sottolinea le tue caratteristiche e, se sei un’azienda, incoraggia le azioni dei tuoi dipendenti. L’employer branding è un’ottima leva di comunicazione e promozione perché è un modo autentico per far parlare di sé. Se temi post inappropriati da parte dei tuoi collaboratori, fai della formazione in proposito o crea una policy condivisa sull’uso dei social.
  4. Investire: tempo, perché per creare contenuti di qualità e relazionarti con la community ce ne vuole tanto, ma anche soldi. Gli investimenti su LinkedIn Ads, a dispetto di altri, aumentano la reach dei tuoi post, aiutandoti a farti conoscere.

Se vuoi scoprire come posizionarti al meglio su LinkedIn e sugli altri social, contattaci: abbiamo un team pronto per te!

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